Andar per vigne ,per arte e per storia

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Un percorso intrecciato  tra la storia e l' arte ,il paesaggio e l' enogastronomia e soprattutto l' amore profondo per la terra alla curiosa scoperta del territorio intorno a Scanzorosciate :una ricchezza infinita tra chicchi d' uva ,intensi profumi e risorse della terra
 
 Il nostro cammino  e' iniziato dal Sagrato della Chiesa di San Giovanni nella poco conosciuta frazione Tribulina di Scanzorosciate facendoci respirare fin da subito un' aria di serena tranquillita' .Nostra guida e accompagnatrice del territorio la solare Elena Lussana ,titolare insieme a papa' Pietro dell' Azienda Agricola "Il Castelletto "che abbiamo poi visitato con calma. In questa calda domenica settembrina presente nel gruppo di cammino anche la delegazione dell' Onav di Cremona per scoprire i "Calici di Storia " come recita il brand  di quest' anno della ormai sempre piu'  famosa e seguita Festa di Scanzorosciate .La chiesa maestosa e' stata sempre considerata un luogo del cuore e un grande momento di gioia dall' intera comunita' che ,all' inizio del secolo scorso ,ha partecipato alle spese del progetto del noto architetto del tempo Elio Fornoni .In un solo anno inaspettatamente  fu terminata e consacrata alla vigilia della Prima Guerra Mondiale dal Vescovo di Bergamo Radini Tedeschi .Si erge in una posizione ottimale e domina egregiamente  il territorio contornato  dal verde imponente  delle colline incrociando le vie di Gavarno ,Nembro ,Cenate e Scanzo .L' unica navata ,caratterizzata da due interessanti cappelle votive,  termina con una gradinata fino al presbiterio di forma esagonale ma ,nonostante la sua apparente semplicita' ,la chiesa sa donare ai suoi ospiti la forza e la tenacia di una comunita' e soprattutto  quell' atmosfera di serenita' suggellata da un cielo stellato al suo interno che ci coglie tutti con il naso all' insu' .
 
Uscendo ci sembra di essere stati avvolti da una dimensione di calore e di pace e ci avviamo verso le vigne che si stanno colorando di un autunno ancora molto lontano e aggrappato al calore profondo dell' estate.Ogni tanto ci imbattiamo in un' immagine sacra ,dipinta o scavata nelle pareti ,quasi a custodia di questi luoghi ,come recita il nome stesso della frazione Tribulina . In questa magia un po' paesaggistica e un po' religiosa ci ritroviamo ai piedi de "Il Castelletto " ,azienda agricola in mano alla famiglia Lussana da oltre sessant' anni ,una bellissima realta' che abbraccia con il suo sguardo la pianura e la collina.Ventidue ettari la compongono  e si perdono nei nostri pensieri :quattro coltivati a vigneto (Moscato di Scanzo ,Chardonnay ,Pinot Grigio, Pinot Bianco ,Merlot ,Canernet ,Incrocio Manzoni ),due ad oliveto con 1300 piante in azienda e altre piante in gestione tra cui quelle della valle del Monastero di Astino ,la famosa valle della biodiversita' ,e infine frutteto ,bosco ceduo e bosco ad alto fusto .Piu' di trenta  le varieta' di olive (Leccivo ,Frantoio ,Casaliva, Pendolino ..) e il signor Pietro ci dice che il metodo di lavorazione e' cambiato nel tempo ,accorciando sempre di piu' la distanza temporale dalla raccolta al frantoio .L' azienda quindi nasce come produttrice di vino ma poi Pietro si e' innamorato del mondo dell' olio e in cima al vigneto ha iniziato a piantare gli olivi al posto dei noti cipressi .Da venticinque anni e' iniziata anche la commercializzazione dell' olio .Loro ci credono nel loro progetto e nella loro grande passione ,nell' arte di coltivare la terra che si percepisce palesemente ascoltando le loro parole e i loro racconti .
 
Sono molto fieri di possedere l' unico frantoio della provincia di Bergamo che recentemente e' stato sostituito da uno tecnologicamente molto  avanzato .In fondo ,ci dice Elena ,fare l' olio e' un po' come fare una spremuta di frutta e in agricoltura ci si deve sempre mettere in gioco .E loro non si sono mai fermati .La loro storia e' legata ad origini antiche e ,come un filo unico ,si riconduce ai nostri giorni e si proietta al futuro .La  splendida Villa  Padronale risalente al Settecento (come dimostra il ritrovamento di alcune lettere ritrovate al suo interno) ,costruita sulle fondamenta romaniche di epoca precedente ,era un ' antica fortezza donata dai Ghibellini ai Conti Ginami ,potenti feudatari della Val Seriana ,un' importante postazione bellica poi trasformata in residenza privata con una storia di cognomi tutta al femminile che ci piace tanto .Noi siamo stati catturati dalla bellissima terrazza ,un angolo ritagliato nel verde ,un luogo  ideale per meditare ,sognare ,leggere e per trascorrere un fine settimana romantico e in piena tranquillita' ,una "chicca "di cui e' impossibile non innamorarsi .Sui tavolini ,di fronte ad un paesaggio dalle diverse sfumature, abbiamo gustato uno dei vini prodotti dalla Cantina Sociale di S.Paolo d' Argon a cui vendono le loro uve .Sotto il portico della villa invece gli assaggi di tre tipologie di olio :" Ginami " ,in onore degli antichi propietari della Val Seriana ,"Alarico " ,dedicato al leggendario e famoso re dei Visigoti che aveva posto qui un' importante postazione di comando e che dal Castelletto guidava il suo assedio su Bergamo e ,infine , "Monovarietale Sbresa" dal nome della pianta autoctona bergamasca ,una vera oliva bergamasca ,un fruttato medio tendente all' intenso che ha partecipato con orgoglio alla Rassegna Nazionale di Monovarietali di Macerata .
 
Siamo ancora avvolti dalla cortesia ,dall' ospitalita' del Castelletto e dai profumi delle bruschette servite con solo olio ,con pomodoro e con ricotta e  ,proseguendo nel nostro  cammino ,ci avviciniamo all' Azienda vinicola  "Il Cipresso " ,una delle tre aziende produttrici di Moscato di Scanzo DOCG .Con la guida di Alfonso e Angelica abbiamo visitato la cantina e la loro produzione enoica : Moscato di Scanzo DOCG ,annata 2013 premiata con quattro rose camune d' oro della guida Viniplus di Ais Lombardia , Valcalepio DOC (bianco ,rosso e riserva ), Terre del Colleoni DOC ,Grappa di Moscato di Scanzo e Grappa barriquata di Moscato .Angelica ,parlandoci della  parte nuova della cantina ,accanto alle botti con il Riserva delle migliori annate ,insiste molto su un comandamento per lei fondamentale :"il vino ha bisogno del suo tempo " ,poi ospitandoci nel suo rinnovato showroom ,completamente ripensato  con uno stile moderno e raffinato ,si commuove parlandoci della storia familiare che e' strettamente legata alla produzione del loro vino .Le bottiglie sfoggiano luminose il loro nuovo design ma i nomi dei vini ricordano con affetto alcuni membri della sua famiglia :"Serafino" la bottiglia di Scanzo dedicata al papa' ,"Antonia "quella di grappa alla nonna .Un' unione studiata di passato e presente anche nel logo che ricorda le peculiarita' del territorio e nel colore rosso dominante ovunque .Dopo le degustazioni e gli assaggi dei biscotti ,delle nocciole ricoperte di cioccolato e di un panettone tipico arriva ,frenetico , il momento del pranzo e i nostri accompagnatori del territorio ci lasciano nelle mani sapienti e gentili dell' "Agriturismo Cerri " ,un' azienda agricola e una piccola realta'  a gestione familiare ,che ha l' onore di essere il primo agriturismo scanzese dove i protagonisti sono i sapori e i colori del territorio .Aperto una ventina di anni fa produce  Valcalepio Rosso Doc e Moscato di Scanzo DOCG .Ci accoglie Beppe con il suo sorriso e la sua felicita' contagiosa e ci illustra il menu del giorno  .
 
L' ambiente e' molto rustico ,in armonia perfetta con tutto cio' che c' e' intorno :dalla ballatoia di legno si puo' godere di un panorama meraviglioso tra i vigneti scanzesi .Non solo la parte dedicata alla tavola ma anche alla vita quotidiana .Sembra di essere infatti un po' in una cascina ,quegli enormi spazi conviviali di una volta con un bel cortile antistante ,una deliziosa chiesetta e tanti piccoli luoghi densi di ricordi e di momenti agresti .Qualcuno ha appena raccolto dei porcini meravigliosi .Ed eccoci giunti alla cucina ,una cucina naturalmente bergamasca che rispetta la tradizione ma con qualche azzardo di modernita' che non stona: salumi tipici ,torta salata ai funghi , bruschette con lardo ,polenta con pancetta e formaggio fuso ,tagliatelle al ragù di funghi ,i classici casoncelli alla bergamasca e due secondi  particolari con le  carni di loro produzione ,un brasato al Moscato di Scanzo e un Ossobuco .Il dessert  ,una gustosa torta casalinga di nocciole e cioccolato e le pere al Moscato di Scanzo ,ha concluso la nostra passeggiata prima di addentrarci nella folla della Festa del Moscato nel vicino paese e ci ha lasciato un dolce ricordo del nostro "andar per vigne ,per arte e per storia" avendo come punto di unione il calice del vino e l' amore sconfinato  di queste persone per la propria terra .Ci porteremo tutti a casa i loro sorrisi ,quelli delle fatiche ma anche quelli dei loro sogni ,dei loro progetti ,del loro sapere custodito .                                          
Per informazioni                                          
 
 
 www.terredelvescovado.it                                      
 
 www.ilcastellettoagricola.com                           
 
 
 
 
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